Il classico sistema di allevamento secondo la linea vacca-vitello esalta una seconda caratteristica pregevole della razza: quella di essere una eccellente pascolatrice; la Charolaise ha infatti una capacità di ingestione che, per una razza da carne, è particolarmente elevata. Ciò rende agevole l’allevamento al pascolo dei riproduttori, con tutti i benefici di ordine economico e sanitario che questo comporta e gli stessi vitelli e vitelloni (produttori) possono essere allevati per gran parte della loro vita con sistemi estensivi o semiestensivi, traendone giovamento anche per quanto riguarda le caratteristiche di salubrità delle loro carni.
Caratterizzata da un grande sviluppo muscolare (elevate capacità sarcopoietiche), mostra accrescimenti medi giornalieri ampiamente superiori al kg, che, nei periodi ad alimentazione intensiva, raggiungono e superano 1,5 kg.
Prove comparative tra Charolaise, Limousine e Chianina in condizioni sperimentali (Giorgetti et al., 1991) hanno mostrato, dallo svezzamento fino al peso di macellazione di 650 kg, un incremento medio giornaliero analogo a quello della Chianina (1,34 vs. 1,31 kg) e tendenzialmente più elevato rispetto a quello della Limousine (1,34 vs. 1,13 kg), con un indice di conversione della sostanza secca di appena 5,91 contro 6,26 della Limousine e 6,61 della Chianina; parimenti l’indice di conversione delle U.F.C. è risultato il più favorevole (appena 5,67 contro 6,01e 6,34 rispettivamente di Limousine e Chianina).
La resa al macello è generalmente superiore al 62%. Considerando la resa netta, cioè quella relativa al peso vivo netto, depurato dal contenuto gastro-intestinale, parametro sicuramente più preciso e affidabile della resa lorda, sempre nel lavoro sopra citato abbiamo trovato, per i vitelloni Charolaise, il valore di 66,3%, contro il 68,3 % della Limousine e il 64,9 % della Chianina. La pelle è risultata incidere in misura minore sul peso vivo rispetto a quella delle altre due razze e, analogamente a quella dei vitelloni Limousine, si è dimostrata più fine rispetto a quella dei Chianini. Alla sezionatura commerciale i vitelloni Charolaise presentano un’incidenza del quarto posteriore, separato con il classico “taglio a pistola”, marcatamente superiore a quello di Chianini di pari peso e uguale o leggermente superiore anche a quello dei Limousine (Giorgetti et al., 1992).
Il punteggio di conformazione delle carcasse secondo la griglia EUROP è risultato uguale a quello della Limousine (U-), pur con una certa tendenza, non significativa, alla superiorità per la Charolaise e marcatamente migliore di quello della Chianina (R-) (Giorgetti et al., 1991).
La resa in carne è favorita da una relativamente scarsa presenza di tessuto osseo: lo scheletro, se pur robusto, è piuttosto fine e leggero. La robustezza scheletrica è un prezioso retaggio del suo passato di razza da lavoro ed è particolarmente apprezzata dagli allevatori di tutti i continenti che utilizzano la Charolaise come razza incrociante su razze da latte e su razze rustiche; in Italia è testimoniata dalla scelta degli allevatori di Maremmana che spesso utilizzano tori Charolaise in allevamento brado per tutto l’anno, in ambienti a volte ostili dal punto di vista climatico e pedologico. Le carni sono tenere, saporite e giustamente infiltrate di grasso di marezzatura che conferisce loro una particolare succulenza; nel complesso si tratta di carni che, dal punto di vista organolettico, sono del tutto simili a quelle prodotte dalla Limousine (Wulf et al., 1996). Un colore tendenzialmente più chiaro rispetto a quello di altre razze, anche in condizioni di allevamento semiestensivo, aumenta il livello di gradimento presso il consumatore.
[Fonte: Anacli.it]
